THE ENIGMA OF EGYPT

L'UOMO TEME IL TEMPO, MA IL TEMPO TEME LE PIRAMIDI. Gli egizi dimostrarono che il loro cielo è diverso dagli altri, che la natura del loro grande fiume non è come quella dei soliti fiumi e che anche i loro usi e costumi sono quasi sempre il contrario di quelli del resto degli uomini.

Mappe Storiche

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LIBRI da Egittologia.net

 
Horemheb - Talento, fortuna e saggezza di un re
Prefazione di Silvio Curto
Salito sul Trono di Horus dopo i brevi regni di Tutankhamon ed Ay, Horemheb rappresenta certamente una delle figure più rappresentative e affascinanti nella millenaria storia dell'Antico Egitto. Generale al tempo del sovrano Akhenaton, si fece intagliare un sepolcro a Saqqara del quale il Museo Archeologico di Bologna conserva alcune splendide scene indicate come alcuni fra gli esempi più belli di arte egiziana sul finire della XVIII dinastia. Salito, poi, sul trono d'Egitto, Horemheb va ricordato per i molti reperti che portano il suo nome, per il gruppo statuario conservato nel Museo Egizio di Torino, interessante per la lunga iscrizione e per la splendida tomba che egli volle per sé nella Valle dei Re.

Elio Moschetti, ingegnere, collaboratore del Museo Egizio di Torino, è autore di testi scientifici e conferenziere di prestigio. Per i tipi di Ananke, "Lungo il Nilo" e, con Mario Tosi, "Thutmosi IV – Un sogno all’ombra della sfinge".
 
Alla ricerca della tomba di Amenhotep I
Sappiamo che egli fu venerato per secoli, insieme con la madre Ahmose-Nefertari, in particolar modo a Deir el-Medina , il villaggio degli artigiani costruttori delle tombe reali. Tuttavia quale peso storico egli ebbe realmente non ci è dato saperlo. Sicuramente pose le basi per garantire quell’unità del Paese appena riconquistata dal padre Ahmose, anche se sono poche le testimonianze documentarie che riferiscono delle sue gesta. Il mistero che avvolge il suo regno è tale anche per quanto riguarda il suo luogo di sepoltura. Un antico documento, il Papiro Abbott, riferisce che, durante la XX dinastia, la sua tomba era in pericolo, in quanto minacciata dall’incursione dei ladri che saccheggiavano, certamente con la connivenza di alcuni funzionari della Necropoli, le dimore eterne di sovrani e nobili. Poco tempo dopo la redazione del papiro, la tomba di Amenhotep I fu violata; la sua mummia venne restaurata e ricoverata altrove, nel pietoso tentativo di salvaguardarne l’integrità. L’espediente riuscì ed essa è giunta fino ai giorni nostri. Abbiamo il corpo del re, ma non il suo sepolcro. Nel corso del Novecento, a diversi anni di distanza l’una dall’altra, furono scoperte tre tombe anonime in cui, di volta in volta, gli studiosi vollero vedere l’ultima dimora di Amenhotep I. Ma quale sarà la vera dimora del faraone?

Gian Luca Franchino, collaboratore del prof. Tosi, ha realizzato numerose ricerche e articoli scientifici. Ha pubblicato “La tomba 55 nella Valle dei Re: analisi di un caso archeologico” in “Il potere del re, il predominio del dio”, Ananke 2005.
 
La medicina dei faraoni. Malattie, ricette e superstizioni dalla farmacopea egizia
Introduzione di Silvio Curto
Il volume presenta un quadro sintetico della medicina egizia considerato alla luce degli ultimi studi e ritrovamenti. Lo sviluppo di questa antica arte in Egitto viene analizzato attraverso le fonti (resti umani, papiri medici, scrittori classici, documentazione delle arti figurative); le conoscenze di anatomia e fisiopatologia; la figura professionale del medico con le sue specializzazioni e la struttura della sanità; la farmacopea utilizzata (minerale, vegetale, animale); le varie malattie che affliggevano gli abitanti delle Due Terre (l’Alto e il Basso Egitto), spesso confrontate con la situazione odierna. Sono in particolare posti in rilievo i caratteri di attualità presenti in diversi aspetti di questa antica medicina e gli influssi su quelle posteriori, anche in rapporto alla nostra occidentale.
Il volume, già pubblicato nel 1998, ed esaurito, è ora riproposto, ampliato, in una forma grafica totalmente rinnovata.
 
Deir el Medina - Amenhotep I e gli artisti del Faraone
Pubblicato in concomitanza della omonima mostra che da Parigi a Bruxelles e giunta nel febbraio 2003 a Torino, questo volume descrive la vita religiosa della comunità di Deir el Medina, città posta all’inizio della valle dei Re e residenza degli artisti ed artigiani addetti alla realizzazione delle tombe reali. Il volume comprende numerose immagini fotografiche di reperti di quell’area.

MARIO TOSI, egittologo e collaboratore scientifico dal 1965 della Sovrintendenza al Museo delle Antichità Egizie di Torino, ha compiuto numerose ricerche nella necropoli tebana, collazionando testi e raccogliendo numerosa documentazione fotografica. Ha pubblicato numerosi volumi; per i tipi di Ananke i due volumi del "Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell'Antico Egitto", con Elio Moschetti "Tuthmosi IV" e con Enrichetta Leospo "Il potere del re, il predomninio del dio-Amenhotep III e Akhenaten"

Ancora Foto

Tempio di Karnak

 


Luxor - West Bank Colossi di Mennon

 


Luxor West Bank Tempio di Hatshepsut

 


Giza - Piramide Cheope e Nave Funeraria

 


Il Deserto

Egitto


La Repubblica Araba d'Egitto è una vasta nazione dell'Africa nordorientale. Include la Penisola del Sinai, il che rende l'Egitto un paese che fa parte anche dell'Asia. La principale parte abitata del paese si estende ai lati del fiume Nilo. Il Nilo attraversa tutto il paese prima di sfociare nel Mar mediterraneo. Vaste aree dell'Egitto sono coperte dalle sabbie del Sahara e sono disabitate.

La capitale dell’Egitto è Il Cairo L'Egitto confina a nord con il Mar mediterraneo, a Est con il Mar Rosso, a Sud con il Sudan ed a Ovest con la Libia e il Ciad.

 

Il deserto e le oasi

Perché siamo così affascinati dal deserto?

 

Il deserto, come il mare, è un simbolo. Come tutti i simboli unisce: è male e bene allo stesso tempo: pericolo di perdersi e di morire ma, anche, occasione di ritrovarsi. Come ogni simbolo, rimanda un significato che muta con il mutare della percezione:

allo sguardo nichilista di Bertolucci il deserto si presenta come il correlativo oggettivo del nulla.

Nel deserto si rispecchia il nulla di cui è composta la vita, senza senso, dei protagonisti del suo Tè nel deserto. Per i Tuareg è l’occasione di ritrovare la propria anima (da un antico detto Tuareg: “Dio ha creato paesi ricchi d’acqua perché gli uomini ci vivano, i deserti perché vi trovino la propria anima”).

 Sahara in arabo significa nulla ma il deserto del Sahara è un nulla in movimento, per via del vento che spazza le dune, è un nulla colorato, per il mutare della luce che si riflette sulla sabbia e sulle formazioni rocciose , un nulla vario nell’alternarsi dei diversi paesaggi, dal deserto sabbioso (erg) al deserto pietroso (hamada) al deserto sassoso (reg), è un deserto abitato dalla vita di serpenti e scorpioni, coleotteri e lucertole e poi ratti canguro, volpi del deserto (fennec), gazzelle (dorcas)…

Anche l’uomo abita il deserto e lo coltiva nelle oasi.

Oasi è una parola greca che deriva dall’egiziano. La parola era già usata nell’Antico Regno come toponimo ad indicare una località specifica, probabilmente l’attuale oasi di Dakhla.

Il deserto e le oasi ci rimandano ai miraggi. Ma cosa sono i miraggi e perché si formano?

 Un miraggio è un fenomeno naturale di illusione ottica. Accade quando i raggi del sole attraversano una zona di aria particolarmente calda sottostante all’aria più fredda appena attraversata. Anche in Italia, nelle estati torride, capita di vedere in autostrada delle pozzanghere sull’asfalto lontano. Si tratta di un miraggio di tipo inferiore come quando, nel deserto, il cielo si riflette sulla sabbia e assume le sembianze di un lago. Esistono anche i miraggi di tipo superiore dove le immagini si formano all’altezza dell’occhio di chi guarda. Nel famoso fenomeno della fata morgana sono inclusi i miraggi superiori e inferiori e le immagini si presentano con i contorni allungati come pinnacoli.

 

La Religione nell'Antico Egitto

Teologia Predinastica

Neith (in seguito signora dei mestieri) stende il cielo nel suo telaio. Con la navetta pazientemente vi tesse il mondo. Ultimata la tessitura Neith intreccia alcune reti con le quali pesca gli esseri viventi dalle acque primigene. Quindi inventa il parto e lo esperimenta su di sè per dare vita a Ra.

ra Ra                               ra

Personificazione del dio solare, associato ad Atum (il tutto) è, secondo le teologie Eliopolita ed Ermopolita, il creatore dell'universo. Viaggiava nel cielo con il suo equipaggio su due barche: quella del giorno e quella della notte. Veniva ingoiato la sera da Nut e partorito la mattina. Da lui era stata emanata una figlia, Maat.

atum Atum                          atum

Dio principale di Eliopoli, creatore per eccellenza, fu poi identificato con il sole la sera I suoi animali sacri erano il leone, il serpente e l'icneumone.

shu Shu                               shu

Dio dell'aria secca, figlio di Atum-ra e gemello di Tefnut. Genera Geb e Nut. Nell'iconografia separava Geb da Nut.

tefnut Tefnut                   tefnut

Dea dell'aria umida, figlio di Atum-ra e gemella e sposa di Shu. Dea di Oxyrhynchos.

nut Nut                                nut

Dea del cielo, sorella e sposa di Geb, madre di Osiride, Iside, Seth e Nefthi. Ingoia il sole a tramonto e lo partorisce al mattino.

geb Geb                              geb

Dio della terra, sposo e fratello di Nut, padre di Osiride, Iside, Seth e Nefthi.

osiri

Osiride                          osiri

Dio di Busiride. Figlio di Nut e Geb, é il dio-re dell'Egitto, lo sposo-fratello di Iside e il padre di Horus. Dopo la morte regna sull'aldilà dove, oltre che sovrano, é giudice supremo. Come dio della vegetazione viene spesso rappresentato in forma di mummia da cui germogliavano delle piante.

isi

Iside                              isi

Figlia di Nut e Geb, é la grande maga, la dea madre e regina. Osiride ne é lo sposo-fratello, Horus il figlio. Il suo nome significa "il trono".

seth Seth                              seth

Dio di Ombos. Figlio di Nut e Geb, fratello di Osiride, Iside e Nefthi, di quest'ultima anche sposo. Dio della siccità e del cattivo tempo, in senso lato potenza distruttrice, simbolo del male. Secondo la leggenda fu l'uccisore di suo fratello Osiride.

nefti Nefthi                         nefti

Dea di Diospolis Parva. Figlia di Geb e Nut, sorella di Osiride, Iside e Seth, di quest'ultimo anche sposa (pur non innamorata) e madre di Anubi. E' la dea della casa.

horo Horus                             horo

Dio di Behdet. Dio falco sdoppiato in Horus il Grande (Haroeris) e in Horus Bambino (Arpocrate). Figlio di Iside e Osiride, regna sull'Egitto dopo la morte del padre. I faraoni sono considerati suoi discendenti.

ptah Ptah                                 ptah

Dio di Menfi e, secondo la teologia Menfita, creatore dell'universo. La sua esistenza avrebbe preceduto quella di Atum-ra. Patrono degli scultori e dei forgiatori, il suo animale sacro era il toro Apis.

sekhmet Sekhmet                          sekhmet

Dea di Rehesu, era la dea della salute e del male nello stesso tempo, patrona della guerra e della medicina. E' raffigurata in forma leonina ed é ritenuta sposa di Ptah. Era legata a Bastet, la dea gatta, nella quale si riteneva si fosse trasformata.

nefertum Nefertum                   nefertum

Dio della regione di Menfi. Era figlio di Ptah e Sekhmet.

thot Thot                                 thot

Dio di Hermopolis. Dio della saggezza, messaggero degli dei. Nell'oltretomba assiste alla pesatura del cuore del defunto. E' generalmente rappresentato con al testa di ibis. E' il dio della scienza, della scrittura, delle arti magiche e delle fasi lunari.

anubi Anubi                     anubi

Dio sciacallo di Cinopolis, assiste Horus e Thot nella pesatura del cuore dei defunti, preposto ai segreti. E' figlio illegittimo di Osiride e di Nefthi.

hathor Hathor                       hathor

Dea di Afroditopolis e di Dendera. Dea dell'amore, patrona della musica e della danza, generalmente rappresentata nell'aspetto di vacca. Il suo emblema era il sistro.

sokar Sokar                            sokar

Dio della necropoli menfita, patrono della metallurgia e dei fabbri.

khnum Khnum                         khnum

Dio caprone di Hypselis, Esna ed Elefantina, inventore degli uomini (modellati al tornio del vasaio) e, come "Signore della cascata", regolava le piene del Nilo.

satet Satet                                   satet

Dea di Elefantina e sposa di Khnum.

anuket Anuket                           anuket

Dea dell'isola di Sehel e della prima cateratta; veniva raffigurata con un copricapo di strana foggia, forse di origine straniera. Assieme a Khnum e Satet, di cui era forse figlia, formava la triade di Elefantina.

maat Maat                                 maat

Divinità astratta, simbolo della verità e della giustizia. Figura nella cerimonia del giudizio del defunto. Dea della "regola" a cui dovevano attenersi uomini, re e dei.

neith Neith                                 neith

Dea di Sais. Il suo culto, di derivazione tribale, continua in età storia, quando diventa la divinità funeraria nota con il nome di Mehurt. Dea creatrice della guerra, in seguito dea della caccia. A Esna era compagna di Khnum.

amon Amon                         amon

In origine una delle otto divinità primordiali adorate ad Ermopoli. Diviene poi il dio supremo, la divinità solare Amon-ra. La città di Tebe é il centro principale del suo culto. Il suo nome significa "il misterioso", assieme alla moglie Muth e al figlio Khons forma la triade di Tebe. Il suo animale è l'ariete, come si può intuire dal viale cerimoniale del suo tempio principale a Karnak, uno dei più grandi ed importanti del paese.

muth Muth                             muth

Dea di una località vicino a Karnak, dove si eleva il suo tempio. La si raffigura sotto forma di donna o di avvoltoio. I copricapi delle regine, che presentano spesso le ali e una testa di avvoltoio, si intitolano alla dea, sposa di Amon.

khons Khons                      khons

Dio di Tebe associato alla luna. Con Amon e Muth formava la triade di Tebe.

Sobek Sobek

Dio coccodrillo del Fayum e di Kom Ombo, connesso alle acque ed alla fertilità. Più tardi dio creatore.

hapi Hapi                       hapi

Divinità rappresentante il Nilo. Non si tratta del fiume divinizzato, ma piuttosto del suo spirito, della sua essenza dinamica. Veniva rappresentato come uomo dai seni pesanti e dal ventre prominente, a simboleggiare abbondanza; la divinità portava sempre doni, fiori e piante.

bes

Bes

Nume protettore della casa e dei bambini.